La Celiachia in Italia è una realtà che colpisce circa l'1% della popolazione. I dati più recenti indicano in 122 mila le persone alle quali è stata diagnosticata la celiachia. Stando ai dati, nel nostro paese il numero dei celiaci è raddoppiato nell'arco di quattro o cinque anni. Tali cifre, però, non corrispondono alla realtà in quanto vi è molta disinformazione; infatti, tale problema è molto sottovalutato e sono in molti a non conoscere nemmeno il termine stesso "celiaco" o "celiachia".
Con celiachia si intende una intolleranza permanente alla gliadina la quale è la componente alcool-solubile del glutine. Il glutine è un' insieme di proteine presenti in alcuni dei principali cereali: grano, segale, orzo e farro.
Chi è affetto da tale "disturbo", dunque, deve stare molto attento alla propria alimentazione, evitando cibi contenenti glutine quali pasta, pane, pizza ed altri ancora (maggiori informazioni).
Ingerire cibi con glutine, infatti, provoca o può provocare seri danni al celiaco, con conseguenze che possono rivelarsi molto gravi. L'intestino, non riuscendo ad assimilare le molecole del glutine, inizia un processo di atrofizzazione delle proprie pareti per non permettere il passaggio delle molecole indigeste. Così facendo, però, molte altre sostanze nutritive essenziali per l'organismo (quali ferro e altri minerali, vitamine, zuccheri, proteine, grassi, etc). non vengono assimilite dall'intestino provocando un evidente danno per l'organismo stesso. Chi è affetto da tale disturbo, dunque, si deve rivolgere a cibi senza glutine che, fortunatamente, sono sempre più presenti nei supermercati e nei ristoranti italiani evitando il problema (per nulla scontato fino al recente passato) della reperibilità di tali alimenti. Con la maggiore presenza di tali cibi nei supermercati, anzi, secondo l'Aic sempre più persone non affette da tale disturbo consumano cibi senza glutine perchè considerati più leggeri e digeribili.
In Italia, la regione con più cittadini celiaci è la Lombardia (15% circa dei celiaci italiani) seguita dal Lazio e la Campania (11% circa); mentre le donne colpite da tale disturbo sono il doppio degli uomini.





