mercoledì 21 dicembre 2011
lunedì 5 dicembre 2011
Vivisezione. Un male superfluo.
La vivisezione, in Italia, è una realtà presente e concreta nonostante le nuove leggi concernenti il maltrattamento degli animali o l'abbandono degli stessi. A volte ci viene da pensare che tale scioccante crudeltà venga pratica chissà dove e chissà quando: ma in cuor nostro sappiamo che stiamo mentendo.
Che cosa è la vivisezione? " Il termine vivisezione (dal latino: vivus, vivo, e sectio – onis, taglio) indica una pratica di ricerca utilizzata nel campo della sperimentazione animale consistente nell'effettuare una dissezione su animali ancora vivi. Spesso il termine vivisezione viene utilizzato per indicare, per sineddoche, la sperimentazione animale da chi ad essa è contrario; questo utilizzo è cosi ampiamente diffuso che spesso è utilizzato anche dai media e in documenti politici e legislativi. In molte enciclopedie viene egualmente riportato il significato del termine vivisezione come sinonimo di sperimentazione animale" (wikipedia).
La descrizione non dà l'idea delle torture e degli esperienti inutili che gli animali subiscono in nome della scienza o per testare prodotti per l'uomo; tali esperimenti hanno un ineluttabile epilogo: la la morte della cavia.
Ogni campo di ricerca medico-scentifica è coinvolto nell'aberrante pratica della vivisezione, sebbene i risultati che si ottengono sono sbagliati o
fuorvianti. Fisiologia, patologia, genetica, farmacologia,
tossicologia, chirurgia, psicologia, sono soltanto i principali campi
in cui si praticano tali esperimenti. di vivisezione. Sulle cavie, però,
vengono anche testati pesticidi, cosmetici, armi chimiche ecc.
Questi sfortunati animali sono costretti a vivere in spazi angusti e, spessissimo, non vedranno mai la luce o respireranno mai aria pulita. "La
vita di questi animali è scandita dai ritmi imposti dai ricercatori.
Hanno spazi ristretti, solitamente non possono socializzare e per
questo motivo vengono isolati dal loro simili, mangiano quando e come
vogliono i ricercatori, spesso restano in stanze perennemente
illuminate artificialmente e non vedono mai la luce del sole" (animalinelmondo).
Nessuna specie animale sembra essere esente da questa crudele e gratuita tecnica scientifica di ricerca: topi, ratti,
conigli, uccelli, pesci, ma anche cani, gatti, scimmie, bovini e
cavalli, pecore, gorilla, orsi ecc. Gli esperimenti vengono compiuti nei più disparati ambiti: nelle università, negli ospedali, in istituti di ricera pubblici o privati, (come ad esempio le associazioni o le fondazioni) e nelle industrie; tutto questo perchè la legge prevede che ogni prodotto prima di essere messo in commercio deve essere testato sugli animali. Per l'effetto, i più disparati prodotti vengono testati sulle povere bestioline come ad esempio: cosmetici, farmaci, ma anche pesticidi, olio per il motore delle autovetture additivi alimentari, prodotti per l'igiene
della casa, inquinanti ambientali, alcol, tabacco e molto altro.

Le modalità degli esperimenti sono molteplici: "avvelenati, ustionati, accecati, shockati, affamati,
mutilati, congelati, decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute
scariche elettriche attraverso elettrodi conficcati nel cervello e
infettati con qualsiasi tipo di virus o batterio, anche quelli che non
colpiscono gli animali, come il Treponema Pallidum per la sifilide o
l'HIV per l'AIDS. Per non disturbare i ricercatori a volte gli animali
sono stati persino devocalizzati, ossia gli sono state tolte le corde
vocali in modo da impedirgli di urlare. Comunque, secondo i dati
britannici, che sono gli unici al mondo ad essere piuttosto
attendibili, nel 70% circa degli esperimenti gli animali non vengono
anestetizzati e nel 30% rimanente, solo ad una parte viene
somministrato almeno qualche antidolorifico". (animalinelmondo)
Secondo i dati ufficiali in Italia ogni anno vengono
vivisezionati più di 1.000.000 di animali, in Gran Bretagna circa
3.000.000, negli USA 20.000.000, nel mondo 300.000.000/400.000.000. .
A rendere ancora più crudele la realtà, ci pensa il Parlamento Europeo che, con la direttiva europea sulla sperimentazione animale, "lascia la porta aperta all'uso di animali in via di estinzione, alla
cattura di scimmie allo stato selvatico, alla possibilità di effettuare
in deroga procedure che comportino alti e prolungati livelli di dolore,
all'uso di cani e gatti randagi, all'utilizzo delle cavie per più
esperimenti". (repubblica.it).
Ma essa è davvero utile ai fini della scienza o del mero commercio?
Sempre più addetti del settore sono contrari o dubitano dell'efficacia
della vivisezione, per l'inevitabile differenza tra l'organismo umano
con quello animale. Anche i prodotti testati sulle cavie iniziano ad
essere la causa di tale giudizio necessariamente negativo sulla
vivisezione. (per esempio i test riguardanti prodotti quali l'olio
motore oppure gli inquinanti ambientali). La coscienza popolare, che ha
sempre condannato tale pratica, inizia a dare segni di malumore nei
confronti delle strutture di allevamento di cavie oppure nei confronti
di laboratori di ricerca. Vengono generate, a volte, vere e proprie
azioni di protesta che inevitabilmente vengono portate all'attenzione
dell'opinione pubblica la quale, ritenendo inutile e crudele tale
pratica scientifica, inizia a fare pressioni.
Nella nostra epoca, dominata da computer superpotenti e software all'avanguardia, dove ci si appresta alla terraformazione di marte, dove si cercano universi paralleli o forme di civiltà aliene; la vivisezione non ha nessun motivo di esistere e può tranquillamente essere sostituita con nuove tecniche scientifiche che non implichino l'uso di alcun essere viventi. Tali tecniche, oltre che rispettose nei confronti degli animali, potranno essere più utili e sicure per l'uomo stesso.
(P.S. L'amministratore del blog, autore del post, con esso prende una posizione: no alla vivisezione. Per rispetto dei nostri amici animali non sono state esposte foto cruente e crudeli. Per vederle cliccate qui).
Per saperne di più: http://www.animalinelmondo.com/notizie/animali/610/Cosa-e-la-vivisezione.html
http://www.lav.it/index.php?id=137
http://www.disinformazione.it/vivisezione.htm
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venerdì 2 dicembre 2011
Omaggio a Shingo Araki...
Un grande del fumetto mondiale non c'è più ed è come se una parte dell'infanzia è andata via irrimediabilmente.
E' scomparso Shingo Araki, fumettista e character designer, all'età di 72 anni.
Nella sua strabiliante carriera sono da annoverare autentici capolavori; basti pensare a Goldrake ed al Grande Mazinga che hanno fatto sognare le generazioni degli anni 70' ed 80', oppure a Lady Oscar o Devilman. Più recentemente la memoria corre verso anni felici ed attimi indimenticabili con I Cavalieri dello Zodiaco che tanto ci hanno e mi hanno fatto sognare.
Shingo Araki era nato a Nagoya (Giappone) nel 1939. Fin da giovane coltivò la sua
passione per il disegno, i fumetti e i cartoon. A soli 18 anni vinse il
prestigioso premio come miglior nuova promessa per la rivista specializzata “Mach”. Nel 1965 arrivò il suo primo successo: Kimba il leone bianco. 
Shingo Araki contribuì e partecipò anche alla creazione e/o allo sviluppo di cartoon non suoi e, scorrendo la lista, ci si accorge che lavorò ad autentici capolavori quali: Kiss Me Licia, Memole dolce Memole, Bia e la sfida della magia, Ryu ragazzo delle caverne, La principessa Zaffiro, Babil Junior, D’Artagnan e i moschettieri del Re, Occhi di Gatto e la lista continua.
Molti di questi personaggi non erano sue creature ma erano nati come fumetti dalla matita di
altri disegnatori; ma è solo grazie al
lavoro ed al talento di Shingo Araki che essi da manga divennero cartoni animati. Quasi tutti i cartoon di Araki sono stati
trasmessi anche in Italia. Chi è stato bambino o ragazzino negli
anni 70’,80' e 90' se li ricorda tutti ed ancora oggi le relative, stupende ed inimitabili sigle ci fanno sognare e ridiventare un pò bambini.
Grazie per quello che hai fatto per noi.
http://www.net1news.org./
Poker on line: mercato fiorente in Italia.
L'Italia è un paese di giocatori e scommettitori e, in questo periodo, a farla da padrone è il poker on line nella sua variante del Texas Hold'em.
Il Texas Hold'em o Poker Texano è, attualmente, forse il gioco più diffuso sia in Italia che in Europa.
Grazie alle regole molto facili da capire e alle moltissime varianti
del gioco stesso, è facile comprendere il motivo di tanta popolarità.
In seguito all'avvento delle piattaforme digitali, il texas holdem si è diffuso in maniera impressionante arrivando a generare profitti notevoli; in pratica si gioca on line con altri giocatori stando comodi a casa e potendo scegliere una vasta gamma di tornei differenti per buy-in d'ingresso, per numero di giocatori al tavolo, per velocità di aumento dei bui ecc.
Un ulteriore iniezione di linfa vitale è data dallo storico avvento in Italia del cash game.
In passato vietato e perseguito penalmente, da pochissimo tempo è
divenuto legale e sempre più nuovi giocatori in Italia si cimentano nel
gioco cash generando nuovi profitti per le relative piattaforme digitali e, di conseguenza per il fisco italiano.
Le prime stime elaborate da Agicos parlano di una cifra pari a 120 milioni di euro raccolti solo nel mese di ottobre e solo dal Texas Hold'em modalità torneo segnando un più 15% rispetto al mese di settembre.
Per quanto riguarda il Texas Hold'em modalità cash game,
invece, dopo un'iniziale fase di forte crescita costante delle entrate
dovuta in parte alla novità stessa del gioco, nei mesi di settembre e ottobre non si è andati oltre il 4% di crescita rispetto ai mesi precedenti e, tale cifra, secondo le stime, dovrebbe ulteriormente abbassarsi nel mese di novembre. Comunque si parla di cifre esorbitanti: 940 milioni di euro nel mese di ottobre, 900 milioni di euro nel mese di settembre e 910 milioni di euro circa nel mese di novembre (secondo le prime stime dell'Agicos). Secondo i dati raccolti e le stime dei mesi prossimi, il cash game potrebbe già aver raggiunto il suo punto massimo di mercato in attesa di vedere cosa succederà nel periodo delle festività natalizie.http://www.net1news.org./
giovedì 1 dicembre 2011
Texas Hold'em: una passione italiana.
Il Texas Hold'em o Poker Texano è, attualmente, forse il gioco più diffuso sia in Italia che in Europa. Grazie alle regole molto facili da capire e alle moltissime varianti del gioco stesso, è facile comprendere il motivo di tanta popolarità.
Il gioco si differenzia molto dal Poker classico per moltissimi aspetti il principale dei quali sicuramente è il modo di distribuire le carte. Nell' holdem, infatti vengono date due carte a giocatore (fino ad un massimo di 22 giocatori anche se la pratica più diffusa è di massimo 10 giocatori per tavolo) e, solo dopo aver effettuato le puntate necessarie a coprire il buio, il controbuio (obbligatori nel gioco, essi aumentano nel corso della partita in base a regole precedentemente stabilite) ed eventuali rilanci, viene girato il flop. Il flop consiste in tre carte comuni a tutti i giocatori che possono essere integrate con le due carte iniziali; in seguito, coperti eventuali rilanci e puntate, si gira la quarta carta comune detta turn, e, coperti eventuali rilanci si scopre l'ultima carta comune detta river.
Il punto, tale e quale a quelli del poker tradizionale, viene calcolato su cinque delle sette carte a disposizione del giocatore (due private e cinque comuni). Vince il giocatore che avrà vinto tutte le fishes presenti sul tavolo e distribuite ad inizio partita in eguale quantita a tutti i giocatori.
Il texas hold'em si presta, più di qualsiasi altro gioco, ad essere il protagonista di tornei. Tali tornei possono assumere dimensioni impressionanti e per il numero di partecipanti e per i montepremi in ballo che possono arrivare a superare svariati milioni di euro. L'iscrizione spesso prevede un buy-in di ingresso valevole per la partecipazione al torneo. Il più famoso è il WSOP che viene disputato ogni anno a Las Vegas, mentre in Italia è famosissimo l'EPT di San Remo.
In seguito all'avvento delle piattaforme digitali, il texas holdem si è diffuso in maniera impressionante arrivando a generare profitti notevoli; in pratica si gioca on line con altri giocatori stando comodi a casa e potendo scegliere una vasta gamma di tornei differenti per buy-in d'ingresso, per numero di giocatori al tavolo, per velocità di aumento dei bui ecc. Sono molto diffusi ed in continuo aumento i locali adibiti al gioco sia on line che mediante tavoli classici utilizzati per l'holdem e che di solito hanno 10 posti. Un ulteriore iniezione di linfa vitale è data dallo storico avvento in Italia del cash game. In passato vietato e perseguito penalmente, dal 2010 è divenuto legale e sempre più nuovi giocatori in Italia si cimentano nel gioco cash generando nuovi profitti per le relative piattaforme digitali.
La sostanziale differenza con l'holdem classico è che nel cash game si giocano soldi veri, non fishes, e ci si può ritirare dalla partita in ogni momento sia da vincitore che da perdente. Il gioco on line prevede l'iscrizione ad una piattaforma digitale (tramite un vero e proprio contratto) la quale indica le modalità di pagamento per partecipare ad eventuali problemi o per caricare i soldi per il cash-game e indica le modalità di riscossione dei premi vinti in denaro.
Il Texas Hold'em, comunque, venne ideato e fatto conoscere prima in America e poi nel mondo intero come poker sportivo dove, con pochi soldi, ci si poteva divertire e passare delle giornate sfidando amici e parenti e mostrando loro le proprie abilità strategiche senza la preoccupazione di poter perdere delle autentiche fortune.
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